BEAUTY ON CONCEPTMAG

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LINK: http://cmagazine.org/2014/02/07/tagliaferro/

 

Il Lato Oscuro della … Bellezza. Intervista a Rino Stefano Tagliafierro

CONCEPT MAG

Pubblicato il febbraio 7, 2014

Una sera, feci sedere la Bellezza sulle mie ginocchia. E la trovai amara. E l’ingiuriai”

(Arthur Rimbaud)

La Vita. La Morte. Il Tempo che fugge. L’Uomo. E la Bellezza. Questi sono i grandi interrogativi dell’esistenza umana a cui l’essere vivente ha sempre cercato, in tutte le epoche ed in tutte le discipline di dare una risposta.

L’artista armato di penna, di pennello, di segno grafico o scalpello ha sempre lottato, forse invano, ha sempre combattuto un’eterna battaglia con la Bellezza per farla emergere dal proprio operato. Ma spesso, secondo le parole di Baudelaire, una volta trovata, urla tutto il suo spavento davanti alla Perfezione, come un in un quadro di Edvard Munch.

La Bellezza, “BEAUTY”, è la tematica dell’ultimo lavoro di Rino Stefano Tagliafierro, regista e animatore sperimentale che ha creato una protonarrazione sulla tematica partendo dai dipinti più famosi dal Rinascimento al Simbolismo. I dipinti diventano vivi, e grazie al lavoro di Tagliafierro acquistano movimento. In inglese il film viene chiamato “Motion Picture” ovvero immagine (fissa) in movimento e qui il regista ha applicato alla lettera questo concetto. Tagliafierro come un moderno Virgilio ci conduce con raffinatezza alla scoperta del ciclo vitale della Bellezza: la nascita, la gioventù, l’amore, la corruzione della bellezza e infine la Morte.

Qual è il tuo rapporto con il mondo dell’arte?

Ho sempre amato l’arte e tutto il mio percorso scolastico fonda le sue basi su di essa. In tutte le sue forme, l’arte è sempre stata per me un’enorme fonte d’ispirazione e, fin da piccolo, i miei genitori mi hanno trasmesso questa passione portandomi a visitare mostre di grandi artisti. Ricordo ancora il primo incontro con le opere di Dalì che hanno segnato profondamente tutto il mio percorso.

Come è nata l’idea per “BEAUTY”?

“BEAUTY” è nato dall’esigenza di raccontare tutte le principali emozioni umane che caratterizzano la vita di ogni singola persona. Ho pensato di servirmi dell’arte classica per rappresentarle perchè è in grado di suscitare in me le emozioni più intense.

La durata del processo creativo, le (eventuali) difficoltà incontrate

La parte più lunga e impegnativa è stata la ricerca e la selezione delle immagini che è durata anni mentre, per quanto riguarda la realizzazione pratica,ho impiegato circa cinque mesi. Tecnicamente “BEAUTY” non stato è complesso da realizzare, ma c’è voluto molto tempo e pazienza: prima ho elaborato le immagini con un software di fotoritocco utilizzando il cut out digitale – procedimento che consiste nel ritagliare i personaggi dal fondo ricostruendo e ridisegnando le parti nascoste – poi ho animato i soggetti con un software di animazione e, infine, ho passato il lavoro al sound designer Enrico Ascoli che si è occupato dell’audio.

Nel tuo lavoro si esalta la bellezza dei dipinti “classici”. Da statici sono diventati in movimento: qual è il quid emotivo – estetico – concettuale che acquistano i personaggi dei dipinti con il movimento?

La mia intenzione era quella di rappresentare un ipoteticoshooting video con personaggi reali che compiono delle azioni in quel preciso luogo e in quel preciso istante.

Tu mostri la bellezza nelle diverse fasi della vita ma anche la bellezza che si tramuta in “altro”, una bellezza che si corrompe. Cosa secondo la tua visione porta la bellezza alla corruzione? È la bellezza che uccide e che quindi cela un suo lato oscuro o è qualcosa di esterno che uccide la bellezza ? Nel movimento che hai impresso alle figure dei dipinti c’è comunque qualcosa di sospetto. La sensazione è quella che questo movimento porti un cambiamento radicale ma non in senso positivo: il movimento porta un anti climax, porta a mostrare un lato oscuro…

Prima dell’animazione e del cinema anche grandi artisti come Hogarth o Bosch solevano inserire nei loro dipinti, allusioni o riferimenti di altro tipo. L’arte “alta” si travestiva… in “BEAUTY” si trasmuta in una sorta di mostro che se non controllato porta morte e distruzione…

“BEAUTY” è un progetto che si serve della bellezza per raccontare le emozioni: quando mostro la bellezza che si corrompe, non sto realmente parlando di estetica ma sto cercando di rappresentare visivamente un’emozione forte e contrastante. Il lato oscuro è sicuramente presente in tutti i miei lavori e amo metterlo in scena perchè credo che sia uno degli aspetti più affascinanti dell’animo umano.

BEAUTY” porta a una riflessione del rapporto che esiste tra l’arte e il cinema. Spesso i grandi registi si sono avvalsi della collaborazione di artisti per far ridere (il caso di Gilliam e i Monty Python), per creare atmosfere (ad esempio Dalì in Spellbound di Hitchcock) oppure per narrare storie (sempre Dalì e la sua collaborazione con Disney per “Destino”). Ma mai per scuotere così le menti…

Sicuramente con “BEAUTY” ho rischiato molto perchè, a differenza degli esempi che hai citato, il mio video non racconta una storia ma, servendosi dell’arte che diventa quindi l’unica protagonista, trasforma le emozioni in immagini visive. Questo forse è il suo punto di forza.

Ad un certo punto gli occhi di alcuni ritratti diventano bianchi, la Morte sopraggiunge e trasforma i loro tratti… e diventano come vampiri. Anche il cinema è una sorta di vampiro visto che anche la pellicola alla luce muore… Che rapporto sussiste tra il cinema, l’arte e la bellezza oggi?

Credo che il cinema sia semplicemente un altro aspetto dell’Arte, un metodo differente di espressione. Partendo da questo presupposto, trovo naturale lo scambio e la contaminazione tra il cinema, la pittura, scultura, performance, fotografia, ecc.

Tutta l’arte tende alla ricerca della bellezza, non necessariamente quella estetica, ma quella che smuove le coscienze accendendo qualcosa all’improvviso.

Anche “The Guardian” ha recensito il tuo lavoro…

Speravo molto nel successo di “BEAUTY” ma non immaginavo nulla di simile, il mio intento era semplicemente quello di presentarlo ai festival principali e farlo conoscere il più possibile. L’attenzione per “BEAUTY” da tutte le parti del mondo mi ha sicuramente stupito ed è stata soprattutto la Francia, che è molto aperta a questo tipo di progetti, a mostrarsi la più interessata realizzando diversi articoli cartacei, web e servizi televisivi.

Progetti futuri?

Visto che il progetto “BEAUTY” è appena nato, voglio proporlo nei principali festival in giro per il mondo e, contemporaneamente, prendermi il tempo per elaborare un’idea che sta prendendo forma nella mia mente. Voglio realizzare un cortometraggio animato con una tecnica molto particolare che approfondisce la mia ricerca sul movimento.

 

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