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Sarà capitato tante volte, osservando un dipinto, di chiederci cosa stesse succedendo nella tela. Quale dinamica potesse prendere forma tra i soggetti ritratti. Gli storici dell’Arte spesso riescono a intuirlo e a narrarlo. Ma vederlo in un’animazione è affare diverso. Immediato quanto potente. C’è riuscito Rino Stefano Tagliafierro, videomaker di Piacenza che vive a Milano, con un video della durata di quasi dieci minuti. Nessun intento didattico, ma solo la necessità del creativo di trasmettere emozioni. O meglio, di rappresentarle attraverso l’Arte classica, la grande passione della vita, sotto una luce diversa.

Attraverso una sequenza animata di dipinti, Tagliafierro ha immaginato un percorso che parte dalla nascita fino ad arrivare alla morte, rappresentando la spensieratezza dell’infanzia, l’adolescenza, le pulsioni sessuali e il dolore. “Sono le emozioni che noi tutti proviamo durante la vita”, spiega l’artista. Intense e travolgenti, come il desiderio che l’ha spinto a realizzare il suo progetto. “Ce l’avevo dentro – dice – da tanto tempo. Ogni giorno, da anni, faccio una ricerca d’immagini e le salvo sul mio computer. Sono appassionato di Arte classica, anche perché è parte della mia formazione. Ho studiato all’Istituto d’Arte”, racconta. “A metà luglio ho sentito l’esigenza di tirare fuori un racconto da questi dipinti e ho cominciato a lavorarci”.

La tecnica usata per realizzare il video è quella del “cut out”, che consiste nel separare il soggetto dal fondo e ricreare le parti mancanti. “È un metodo che di solito si usa con la carta, io l’ho fatto in digitale e poi ho animato il risultato. Infine il mio amico Enrico Ascoli ha creato una musica ad hoc per il video”, spiega Tagliafierro. Il rischio era quello di fraintendere o storpiare i dipinti originali, tra i quali spiccano le opere di Caravaggio, Tiziano, Rubens e Bougereau. “Dovevo riuscire a trovare dei movimenti minimali che non cadessero nello stereotipo del presepe vivente. L’attenzione al movimento è stata la cosa più difficile – rivela l’artista – perché correvo il rischio di sporcare l’Arte, quando io nutro un enorme rispetto per lei. Questo lavoro ne è quasi un omaggio”.

Nei giorni in cui dilaga in Rete il dibattito sul lavoro spesso non retribuito ai lavoratori creativi, Beauty rappresenta la sublimazione della questione. “Non l’ho fatto per promuovermi, ma perché mi andava di farlo. Avevo l’intenzione di farlo girare nei festival e mai mi sarei aspettato tanto successo. È il mio video più visto”, dice con una punta d’orgoglio. Qualche telefonata importante è già arrivata, con inviti a utilizzare la tecnica del cut out digitale e del movimento in altri ambiti dell’Arte. “Non so cosa succederà adesso”, dice Tagliafierro. “Beauty ha bisogno di camminare per un po’ e di essere accompagnata, quindi per il momento mi fermo un attimo. Ma ho già in mente altri progetti da realizzare in futuro”.

di Eliano Rossi

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