BEAUTY on LASTAMPA 2

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LINK: http://www.lastampa.it/2014/01/17/cultura/il-ragazzo-che-ha-animato-i-capolavori-e-un-omaggio-alla-bellezza-dellarte-rbwK9e8MovWXdQgiuS5O9J/pagina.html

Il cellulare non smette di squillare. Da lunedì Rino Stefano Tagliafierro vive come in un vortice. In poche ore i suoi dipinti animati hanno conquistato la Rete: 150mila le visualizzazioni su Vimeo del video intitolato “Beauty”, oltre 200 mila quelle sul sito de “La Stampa”. Senza contare le migliaia di condivisioni su Facebook e YouTube.

«Non mi aspettavo questo successo così all’improvviso – racconta –, è una gioia indescrivibile». Regista freelance, classe 1980, ha impiegato oltre cinque mesi per rendere “vivi” i personaggi e i paesaggi dei quadri di Bourguereau, Tiziano e Rembrandt. Dieci minuti di pura estasi: l’inquadratura si stringe sulla “Venere di Urbino” che si sfiora il ventre, mentre l’“Amorino dormiente” di Michelangelo china la testa e il torace trafitto dalla lancia di “San Michele” di Luca Giordano Sanguina. E il riflesso sul Lake Tahoe in “Emerald Bay” di Thomas Hill è così realistico che istintivamente viene da toccare lo schermo per sentire l’acqua tra le dita.

«Tutto nasce da una mia esigenza di raccontare le emozioni che ognuno di noi prova ogni giorno – racconta il giovane filmaker –. La paura, l’amore, lo stupore, la rabbia sono racchiusi nei piccoli gesti come una smorfia, un sorriso o una carezza». Cenni quasi impercettibili, fissati per sempre su tela dai maestri della grande tradizione pittorica, dal Rinascimento fino al Simbolismo di fine Ottocento, passando per il Manierismo, il Paesaggismo e il Romanticismo. Rino ha voluto liberare questi classici immortali dalla gabbia del tempo: «Non si tratta però di un racconto sulla storia dell’arte – precisa –, ma è un omaggio alla sua bellezza in senso assoluto». Da più di due anni raccoglie meticolosamente le immagini che più lo hanno incantato. Laila Sonsino e Carlotta Balestrieri lo hanno poi aiutato a mettere ordine nell’affollata cartella sul computer e a dare un senso alla sequenza di dipinti.

Per comporre questo affascinante collage digitale ogni dettaglio di oltre cento opere è stato scontornato e sono state ricostruite intere parti di corpi e fondali. Un lungo lavoro di fotoritocco portato avanti – a budget zero – nei ritagli di tempo, di notte, nei weekend. Infine sono stati aggiunti l’animazione e gli effetti grafici, come la pioggia, la nebbia e riflessi di luce, e sonori – piccoli gemiti erotici o grida raccapriccianti –, a cura del sound designer Enrico Ascoli. L’effetto è davvero suggestivo quando la tecnologia squarcia il velo delle apparenze e permette di raccontare “la storia della storia”. «Ogni volta che ammiro un dipinto di Caravaggio sono preso dalla sindrome di Stendhal di fronte a questa straordinaria bellezza – continua il regista – e sono contento che il frutto della mia passione possa essere di stimolo anche per altri ad avvicinarsi ai classici e dare nuova linfa vitale all’arte».

Fin da bambino con la matita sempre in mano, da Piacenza a Urbino a Milano, la carriera di Tagliafierro dietro la macchina da presa e come autore di videoinstallazioni interattive è lunga. “Dai videoclip per il elettronico di Forlì M+A a quelli per Vittorio Cosma, BigFish feat. Morgan e Fabri Fibra – spiega –, l’arte e la vita quotidiana sono sempre gli spunti di partenza di ogni progetto”. Per ora si gode l’inaspettato successo, ma il pensiero è già proiettato al futuro: il prossimo obiettivo è il Festival di Annecy, il più importante al mondo dedicato ai film d’animazione. “Beauty” conquisterà anche il pubblico internazionale?

ELISA BARBERIS

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